"Anfora del Pittore di Ettore"
Anfora attica a figure rosse attribuita al pittore di Ettore del gruppo di Polignoto, dotata di coperchio, databile tra il 474 e il 425 a.C. Integra ad eccezione del coperchio, che si mostra mancante di una piccola porzione presso il labbro. Presso il labbro, motivo ad ovuli, subito al di sotto, presso il collo, tra motivi lineari, è presente una palmetta. Le anse sono a tortiglione. Presso il corpo, tra un motivo a linguetta e uno a meandro, è presente la decorazione figurata. Presso il lato A: a sinistra Priamo, stante e appoggiato ad un bastone, volge lo sguardo a destra mentre porta la mano sinistra presso il volto, in posizione centrale Ettore rivolto verso destra, dotato di elmo, lancia e scudo, tiene con la mano destra una fiale, a destra Ecuba stante e rivolta verso sinistra, sorregge una oinochoe con la mano destra. Presso il lato B: a sinistra gruppo di donne e a destra uomo stante appoggiato ad un bastone. Sopra la testa di Priamo; Πριαμος. A destra del volto di Ettore: καλος, hεκτωρ. Sopra la testa di Ecuba: Εκαβη.
A.S.
L’anfora attica a figure rosse, rinvenuta tra il 1831 e il 1834 a Vulci, fu acquistata dal Camarlengato il 27 dicembre 1834, per poi confluire nel Museo Gregoriano Etrusco.
Il vaso è ricordato da Secondiano Campanari nel post scriptum di una lettera a Bunsen del 29 marzo 1834.
S. Bruni, Alessandro François, i fratelli Candelori e la scoperta dell’anfora di Exechias donata a Gregorio XVI, in Chroniques vulciennes, 1. De l’âge d’or des fouilles à la création du service de tutelle des monuments, 2023, pp. 43-65.
