Vulci in Breve

Vulci, in etrusco Velch o Velx, fu una delle città-stato più ricche e importanti della storia degli etruschi. Sorgeva su un pianoro lungo il fiume Fiora, nei territori degli attuali comuni di Canino e Montalto di Castro (Viterbo).
Nel periodo di massimo splendore (IX-III secolo a.C.), la città si estendeva su 126 ettari, aveva più di 20mila abitanti, commerciava con tutto il Mediterraneo e faceva parte della Dodecapoli etrusca.
Dopo la conquista romana nel 280 a.C., cominciò il suo inesorabile declino e per secoli rimase sepolta.

Scoperte archeologiche

I primi scavi archeologici a Vulci iniziarono nell’Ottocento ad opera di Vincenzo Campanari, Agostino Feoli e dei fratelli Candelori, seguiti poi dalle attività su vasta scala di Luciano Bonaparte, fratello di Napoleone e principe di Canino.
Furono così scoperte decine di tombe etrusche riccamente decorate, come quella del Sole e della Luna, dei Tori, delle Iscrizioni, dei Due Ingressi, e la celebre Tomba François.

La diaspora dei reperti

Il saccheggio di migliaia di tombe e la vendita dei reperti, soprattutto all’estero, ha portato alla dispersione del patrimonio archeologico di Vulci.
Preziosi sarcofagi e anfore ateniesi, elmi e scudi, affreschi e buccheri, collane d’oro e bracieri, sono finiti nelle collezioni private e nei musei di tutto il mondo. La sontuosità di questi reperti conferma il forte sviluppo economico di Vulci, i suoi intensi rapporti con la Grecia e i gusti raffinati delle aristocrazie etrusche.

Parco Archeologico e Naturalistico di Vulci

La zona di Vulci, tra le più suggestive della Maremma laziale, fa parte del Parco archeologico-naturalistico, dove sorgono anche il Castello medioevale della Badia, sede del Museo, e il ponte etrusco-romano sulla Fiora, che ha ispirato scrittori famosi (Dennis, Lawrence, Ungaretti). Il Parco è gestito dalla Fondazione Vulci.
Tra i resti più significativi dell’area urbana, la monumentale Porta Ovest, il basamento del Tempio Grande, e poi il Mitreo e la Domus del Criptoportico di epoca romana.

Le Necropoli di Vulci

Nelle necropoli che circondavano la città etrusca (Cavalupo, Ponte Rotto, Polledrara, Osteria, Campo di Maggio, Camposcala) sono state scoperte decine di migliaia di tombe di forme e tipologie diverse.
Tra queste:

  • la Necropoli di Ponte Rotto dove è stata scoperta la celebre Tomba François, i cui affreschi sono ora a Roma, a Villa Albani, proprietà della famiglia Torlonia
  • La Cuccumella, il più grande tumulo di tutta l’Etruria con un diametro di 65 metri e un’altezza di 18
  • Nella Necropoli dell’ Osteria sono presenti diverse tombe a camera del soffitto scolpite, come era in uso nelle abitazioni etrusche