"Hydria"
Hydria attica a figure nere del Pittore di Londra B 343 (ca. 550 a.C.). Ricomposta da frammenti con integrazioni. Due lettere graffite sotto al piede. La parte superiore dell’orlo presenta una fila di linguette nere separate da linee; la parte superiore del pannello sopra alla spalla è decorata con linguette rosse e nere alternate, separate da linee nere e delimitate da una linea curva. Sul corpo, il pannello metopale principale è delimitato ai lati da una doppia fila di foglie d’edera separate da una singola linea centrale e delimitate ai lati da due linee verticali; il limite inferiore è costituito da un meandro tra due linee nere orizzontali, con al di sotto una linea rossa che circonda tutto il vaso. Motivo a raggiera che parte del piede. Il pannello sulla spalla raffigura una quadriga guidata da un auriga con chitone bianco, accompagnato da due opliti (con scudi dipinti: uno con due delfini, l’altro con il telaio di un carro) e un arciere scita con copricapo appuntito in partenza; nel mentre, un uomo anziano, seduto su una sedia pieghevole con uno scettro in mano, e una donna li osservano partire. Il pannello principale posto sul corpo presenta al centro Apollo mentre suona la cetra, con ai lati Latona e Artemide; sulla sinistra vi è Poseidone con un delfino e il tridente in mano, mentre sulla destra Hermes con il suo caduceo. La decorazione sovradipinta in bianco e rosso evidenzia ulteriori dettagli dei corpi, delle armi e delle vesti.
L.B.
Il vaso, rinvenuto nel marzo 1829 nella necropoli della Cucumella, entrò a far parte della Collezione Bonaparte e fu poi acquistato dal re Willem I nel 1839.
J. D. Beazley, Paralipomena, Oxford 1971, p. 154, n. 1bis.
M. F. Jongkees-Vos, Corpus Vasorum Antiquorum: Leiden, Rijksmuseum van Oudheden 1, Leiden 1972, pp. 9-10, tavv. 9.1 (103), 12.2 (106), 16.6 (110), 52.3 (146).
K. Kressirer, Das Greisenalter in der griechischen Antike. Untersuchung der Vasenbilder und Schriftquellen der archaischen und klassischen Zeit, Amburgo 2016, p. 864, n. 861.
