"Askos"
Askos teriomorfo in ceramica. Si tratta di una forma per versare liquidi, spesso realizzato a forma di animale, come in questo caso: il vaso è configurato come un leone pronto al balzo, posto su una strettissima base decorata da motivi ondulati. La bocca del vaso si colloca sul dorso, assieme a una piccola ansa. Il bordo del beccuccio è decorato da una fascia a spina di pesce, mentre attorno al collo è presente un motivo “a cappio”. Una seconda apertura è costituita dalle fauci dell’animale. Mentre il ventre del leone non è dipinto, il resto del corpo è decorato da brevi trattini di colore marrone che simulano il pelo. La criniera è invece realizzata da file di ciocche plastiche. La coda è ripiegata sul fianco destro e in origine doveva essere dipinta di rosso. Databile tra 340 e 310 a.C., fu rinvenuto nella camera IV o VI della Tomba François ed è attribuibile al Gruppo Clusium, con verosimile produzione appunto nella città etrusca di Chiusi.
Il motivo del leone ritratto e ruggente è diffuso in Etruria e in Italia meridionale nella seconda metà del IV secolo a.C. È frequentemente attestato sui vasi greci ed è comune anche nella scultura funeraria etrusca, in particolare a Tuscania e a Vulci. Degno di nota è che lo stesso motivo ritorna nel fregio della stessa Tomba François.
L’askos è stato rinvenuto nel 1857 all’interno della Tomba François, nella IV o VI camera, durante gli scavi di A. François nella necropoli di Ponte Rotto. Nel 1873 attraverso il curatore Charles Thomas Newton il British Museum formalizzò un importante acquisto di antichità da Alessandro Castellani, figura centrale nel commercio di reperti archeologici del secondo Ottocento; in questo modo arrivarono a Londra alcuni reperti della Tomba François. In base a recenti ricostruzioni, sembrerebbe che l’askos a forma di leone facesse parte del lotto di materiale archeologico spettante agli eredi di Alessandro François e che passò poi a Noël des Vergers. Venne schedato dal Depoletti e comparve nel catalogo di vendita della collezione del des Vergers a Parigi nel 1867.
E.P.
W. L. Brown, The Etruscan lion. Oxford monographs on classical archaeology, Oxford, 1960.
F. Buranelli (a cura di), La tomba François di Vulci, catalogo della mostra, Città del Vaticano 1987, Roma, 1987.
P. Bruschetti (a cura di), Seduzione Etrusca. Dai segreti di Holkham Hall alle meraviglie del British Museum, Cortona, 2014.
L. Ambrosini, La Collezione di Alessandro Castellani al British Museum di Londra. Novità su reperti dall’Etruria meridionale, Latium vetus e da Capua attraverso la corrispondenza epistolare, in Babesch 96, 2021, pp. 209-231.
