« collier »
La collana in oro è composta in alternanza da perle in ambra e perle in oro costituite da due parti emisferiche saldate. Venti vaghi in ambra sono mancanti. Ogni vago è incorniciato da due piccoli anelli d’oro granulato ed è collegato agli altri tramite una catena a maglie doppie. Il fermaglio a gancio della collana è sormontato, a ciascuna estremità, da un delfino ottenuto a stampo su due lamine auree saldate insieme. Alla collana è associata una rotella che forse era agganciata a uno dei delfini. Essa è composta da un cerchio esterno formato da un filo perlato compreso tra due fili lisci e da quindici raggi che racchiudono un filo perlato e un granato. Questo tipo di collana è frequente durante l’età ellenistica e numerosi confronti con esemplari tarantini permettono di ipotizzare Taranto come luogo di produzione.
C.M.
La collana è stata rinvenuta nel 1857 all’interno della Tomba François, durante gli scavi di A. François nella necropoli di Ponte Rotto. Nel 1863 fu acquistata dal Musée du Louvre. Precedentemente aveva fatto parte della collezione privata di Heinrich Brunn. Franz Messerschmidt propone di associare la collana alla rotella (Bj 594.2), ma non è certo che questi due elementi fossero associati nell’antichità.
C.J. Clément (a cura di), Catalogue des bijoux du Musée Napoléon III, Paris 1862, p. 58-59, n. 194
A. De Ridder, Catalogue sommaire des bijoux antiques. Musée national du Louvre. Département des Antiquités grecques et romaines, Paris 1924, p. 51, n. 594
F. Buranelli (a cura di), La tomba Francois di Vulci, Rome 1987, p. 125-126, n. 14
F. Gaultier, C. Metzger (a cura di), Trésors antiques: bijoux de la collection Campana, Paris 2005, p.150, n. III, 22
F. Messerschmidt, “Nekropolen von Vulci”, in: Jahrbuch des Deutschen Archäologischen Instituts, Berlin 1930, p.104-106
