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Anfora attica a figure nere del Pittore di Amasis

Amphore

Provenienza: Vulci

Museo: Musée du Louvre

Città: Parigi

Oggetto: Anfora

Materiale: Ceramica

Classe: Attica a vernice nera

Periodo: Età Arcaica 580-480 aC

Datazione: 540-530 a.C.

Attribuzione: Pittore di Amasis

Iscrizione: n/d

Dimensione: H. 18 cm; Ø 11,4 cm

Numero Inventario: MNB 1688

Altro Inventario: F 25

Data di Acquisizione: 1879 (acquisto)

Precedenti Collezioni: C. H. de Paravey; N. Révil; A. E. Durand

Scena: Mitologia

Soggetto: Hermès, Dioniso, Apollo, oplita (Ares?), Poseidone, dea (Atena?), cane

Decorazione Accessoria: denti di lupo, doppio catena di palmette e fiori di loto

Anno Scoperta: 1832

BEAZLEY Archive: 310431

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Piccola anfora a figure nere, attribuita al Pittore di Amasis e databile tra  540 e 530 a.C. L’anfora è coperta da vernice nera lucida tranne un pannello su ogni lato con personaggi dipinti e la decorazione a denti di lupo del piede.

Sul lato A, tre dei stanno andando verso sinistra. Il primo è Ermes, riconoscibile dal suo petaso e dal caduceo, poi viene Dioniso tenendo un cantaro e un ramo di edera. La sua testa barbata è coronata da foglie. L’ultimo dio, seminudo e con i capelli lunghi, tiene una lancia. Potrebbe essere Apollo.

Sul lato B, la composizione è simmetrica. A sinistra,c’è Poseidone con il suo tridente e a destra Atena (?) o Afrodite (?) con una lancia e una corona in mano. Al centro un guerriero con elmo, schiniere, spada, identificato come Ares, tiene anche lui una corona e un cane al guinzaglio.

I loro capi sono adornati con motivi decorativi rossi e bianchi. Sulle teste, una catena doppia a fiori di loto e palmette completa la decorazione.

Non c’è nessuna iscrizione per aiutare l’identificazione degli dei. Poiché Amasis mescolava spesso figure umane con quelle divine, è possibile che alcuni di quei personaggi siano esseri umani. Pertanto, la dea sul lato B può essere interpretata sia come Atena, poiché è armata, sia come Afrodite, poiché tiene in mano una corona, proprio come Ares. Entrambe le interpretazioni sono oggetto di discussione.

A.L.B.

L’anfora è stata trovata a Vulci nel 1832, probabilmente in una tomba, ma il suo contesto originale è sconosciuto. Dopo aver fatto parte delle collezioni di Charles Hippolyte de Paravey, di Narcisse Révil e di Antoine-Edme Durand, il vaso è stato acquistato dal Musée du Louvre nel 1879.

A.L.B.

E. Pottier, Vases antiques du Louvre, Paris, Hachette, 1901, p. 90, tav. 65.

E. Pottier, Corpus vasorum antiquorum. France, Musée du Louvre. France : Fasc.4 / Louvre : Fasc. 3, [Musée du Louvre, 3], Paris, Union Académique Internationale / Librairie ancienne Édouard Champion, 1925, tav. 14.2, tav. 16.4, 5.

J. D. Beazley, Attic Black figure : a sketch, London, 1928, p. 32, no 3.

J. D. Beazley, Attic black-figure vase-painters, Oxford, Clarendon Press, 1956, p. 150, n° 4.

S. Karouzou, The Amasis Painter, Oxford, Clarendon Press, 1956, p. 12, 30, pl. 22, n° 18.

P. Colafranceschi Cecchetti, « Decorazione dei costume nei vasi attici a figure nere », Studi miscellanei, 19, 1972, p. 27, tav. 47, 132.

The Amasis painter and his World, New York, 1985, p. 97, 98, n° 12.

A. F. Stewart, « Narrative, genre, and realism in the work of the Amasis painter », in Papers on the Amasis Painter and His World. Colloquium Sponsored by the Getty Center for the History of Art and the J. Paul Getty Museum, 28/02-02/03/1986, 1987, p. 37, fig. 13 [http://www.getty.edu/publications/virtuallibrary/0892360933.html ].

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