“Amphora”
Anfora etrusco-corinzia con orlo ingrossato, collo troncoconico, da cui si dipartono anse a bastoncello, corpo ovoide e piede troncoconico. Il labbro, il collo, le anse e il piede sono verniciati in bruno-rossastro. Sulla spalla sono raffigurati sei volatili, tre su ciascun lato del vaso, separati mediante una guilloche da una decorazione a squame, incisa sul fondo bruno rossastro con punti centrali dipinti in bruno scuro, distribuita nel punto di massima espansione del corpo del vaso. Nella zona prossima al piede vi è una serie di linguette radiali policrome. L’anfora appartiene al cd. “stile pesante” del gruppo deli “Anforoni Squamati” di produzione ceretana, databile tra 600 e 580 a.C.
S.S.
L’anfora fu donata dal re di Svezia, Gustaf VI Adolf (1950-1973) alle collezioni del museo.
CVA SWEDEN, Stockholm, Medelhavsmuseet and National Museum I, Stoccolma 1983, pp. 84-86, fig. 63, tav. 40,2-3.
Studi sulla classe: G. Colonna, La ceramica etrusco-corinzia e la problematica storica dell’Orientalizzante recente in Etruria, in Arch. Cl 13, 1961, p.11;
G. Szilàgyi, Considerazioni sulla ceramica etrusco-corinzia di Vulci: risultati e problemi, in La civiltà arcaica di Vulci e la sua espansione (Atti del X Convegno di Studi Etruschi e Italici), Firenze 1977, pp. 51-54.