"Cista con amazzonomachia in rilievo"
Cista in bronzo fuso e laminato, databile tra il 340 e il 300 a.C. Frammentaria. Buono stato di conservazione. Mancante di alcune porzioni presso il labbro, il corpo ed i piedi. Presso il corpo, quattro registri decorativi realizzati a sbalzo: motivo ad onda, motivo a palmette alternate, amazzonomachia ed, infine, motivo a palmette alternate. Nel terzo registro, le amazzoni sono raffigurate con costumi e armi greche, piuttosto che con i tradizionali bipennes (asce bipenne) e peltæ (scudi rotondi). I piedi della cista sono conformati a zampe leonine terminanti in una palmetta. L’impugnatura del coperchio è composta da gruppo figurativo comprendente una figura maschile (Adone?) ed una femminile (Afrodite?) sedute sul dorso di due oche, che presentano una decorazione incisa imitante il piumaggio dei volatili. Il coperchio presenta anch’esso decorazioni a rilievo: sono raffigurate le teste di un giovane satiro e di una menade incoronata, tra spirali, viticci, fiori e uccelli. Ulteriori dettagli sono resi ad incisione.
A.S.
Nel corso delle campagne di scavo degli anni 1831-1833, è noto che venne scavata una tomba al cui interno fu rinvenuta la cista con amazzonomachia in rilievo che i Candelori vendettero al Vaticano nel 1833. La cista, al cui interno furono recuperati due aghi crinali, uno in osso (o d’avorio) e l’altro in bronzo, due pettini di osso (o di metallo), due coppe di vetro, due pissidi di materiale non specificato e una spatolina, nonché, forse, uno specchio, si trovava entro una nicchia ricavata su una delle pareti della camera.
S. Bruni, Alessandro François, i fratelli Candelori e la scoperta dell’anfora di Exechias donata a Gregorio XVI, in Chroniques vulciennes, 1. De l’âge d’or des fouilles à la création du service de tutelle des monuments, 2023, pp. 43-65.
