"Hydria"
Hydria attica a figure nere del Pittore di Antimenes (ca. 520 a.C.). Ricomposta da frammenti con integrazioni. La parte superiore del pannello sopra alla spalla è decorata con linguette rosse e nere alternate, separate da linee nere e limitate sotto da una linea ondulata, mentre il limite con il riquadro centrale è dato da una linea nera. Sul corpo il pannello metopale principale è delimitato ai lati da una doppia fila di foglie d’edera tra linee nere; il limite inferiore accoglie un’altra scena figurata. Motivo a raggiera che parte del piede. Il pannello sulla spalla rappresenta una scena di partenza di guerrieri, con sulla sinistra una donna e un oplita affrontati, il secondo con un delfino sullo scudo, mentre al centro è un guerriero che sta salendo su un carro, con un uomo dietro ai cavalli; sulla sinistra, tutti rivolti verso il centro, sono un uomo seduto su una sedia pieghevole con un bastone tra le mani, Hermes, con copricapo (petasos) e calzari alati, e una donna. Il pannello principale sul corpo presenta una scena di bagno alla fontana, con la costruzione con tre colonne doriche sulla fronte e nel timpano uno scudo bianco rotondo fiancheggiato da due serpenti, e come acroteri due volute e due cavalli rampanti; all’interno della fontana un uomo e un giovane si lavano sotto a due bocche a testa di pantera; ai lati della fontana due giovani, sempre nudi, sotto a un albero dove hanno appesi i vestiti, si cospargono il corpo di unguenti presi da unguentari (aryballoi). Sopra la testa e dietro la schiena del giovane nella fontana c’è la scritta Kalos Antimenes, mentre dietro al secondo ragazzo da sinistra Filon se. Nella fascia sottostante è presente una scena di caccia al cervo, con l’animale raffigurato con la testa rivolta all’indietro al centro mentre cade in seguito alla ferita inflitta da una lancia; a ogni lato sono un cacciatore a cavallo e uno a piedi. La decorazione sovradipinta in bianco e rosso evidenzia ulteriori dettagli dei corpi, delle armi e delle vesti.
L.B.
Il vaso, proveniente dalla Collezione Bonaparte, fu acquistato dal re Willem I nel 1839.
J. D. Beazley, Attic Black-Figure Vase-Painters, Oxford 1956, pp. 266, n. 1, 664, 691.
J. D. Beazley, Paralipomena, Oxford 1971, p. 117.
M. F. Jongkees-Vos, Corpus Vasorum Antiquorum: Leiden, Rijksmuseum van Oudheden 1, Leiden 1972, pp. 11-13, tavv. 13.1 (107), 14.1-3 (108), 15.1 (109), 16.3 (110), 52.5 (146).
J. Griffiths Pedley, Reflections of Architecture in Sixth-Century Attic Vase-Painting, in Papers on the Amasis Painter and his World, Malibu 1987, p. 75, fig. 17.
J. Burow, Der Antimenesmaler, Kerameus 7, Mainz 1989, tavv. 1.11, 11-13.
T. H. Carpenter, T. Mannack, M. Mendonca, Beazley Addenda, 2nd edition, Oxford 1989, p. 69.
D. C. Kurtz, (ed.), Greek Vases. Lectures by J.D. Beazley, Oxford 1989, tav. 12.1.
D. Buitron-Oliver (ed.), New Perspectives in Early Greek Art, Hanover – Londra 1991, p. 48, fig. 16.
F. K. Yegul, Baths and bathing in classical antiquity, Londra 1992, p. 19, fig. 20.
M. Dayagi-Mendels, Perfumes and Cosmetics in the Ancient World. The Israel Museum, Jerusalem, Gerusalemme 1993, p. 33.
M. Weber, Antike Badekultur, Monaco 1996, p. 16, fig. 4.
R. Neer, Beazley and the Language of Connoisseurship, in Hephaistos 15, 1997, p. 17, fig. 6.
A. Schnapp, Le chasseur et la cite. Chasse et erotique dans la Grece ancienne, Parigi 1997, p. 231, n. 123.
E. Grabow, Schlangenbilder in der griechischen schwarzfigurigen Vasenkunst, Paderborn 1998, tav. 17.K80.
R. Wünsche – F. S. Knauss (eds.), Lockender Lorbeer. Sport und Spiel in der Antike, Staatliche Antikensammlungen München, Monaco 2004, p. 270, fig. 26.19.
R. Halbertsma, Ik herken mij in jouw Woorden, Leiden 2008, p. 18.
N. Ch. Stampolidis – Y. Tassoulas, Hygieia. Health, Illness, Treatment from Homer to Galen, Atene 2014, p. 110, n. 7.
E. Moignard, Master of Attic Black-Figure Painting. The Art and Legacy of Exekias, London – New York 2015, p. 50, fig. 16.
