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Lebete etrusco-geometrico del Pittore Argivo

Provenienza: Vulci

Museo: Museo Archeologico di Vulci

Città: Canino (VT)

Oggetto: Lebete

Materiale: Ceramica

Classe: Etrusco-geometrica

Periodo: Età Orientalizzante 720-580 aC

Datazione: Ultimo quarto del VIII-inizi VII sec. aC

Attribuzione: Pittore Argivo

Iscrizione: n/d

Dimensione: H 35 cm; Ø 33 cm

Numero Inventario: 98857

Soggetto: Cavalli affrontati

Decorazione Accessoria: Losanghe, triangoli reticolati, quadrifogli, meandri a gradini.

Settore - Necropoli: Necropoli orientali, Cavalupo

Altra Specifica: Tomba 14/06/1963 (tomba 19)

Anno Scoperta: 1963, ricognizioni SBAEM

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Lebete etrusco-geometrico, munito di coperchio, su alto piede a tromba caratterizzato da un’ampia bulla sferoidale posta al di sotto della vasca. Le anse a doppio arco, innestate sul punto di massima espansione della vasca, sono decorate con file di losanghe e triangoli campiti a reticolo e presentano, sulla sommità, un’appendice plastica. Il vaso, dipinto in tecnica bicroma, presenta una decorazione organizzata in fregi sovrapposti. Nel pannello centrale della vasca, su entrambi i lati, è dipinto il motivo dei cavalli affrontati ai lati di una struttura identificata come una mangiatoia, con triangoli campiti a reticolo come riempitivi. Nelle metope laterali, incorniciate da fasce decorate a linee verticali e reticoli, sono dipinti due ampi quadrifogli (lato A) e un cavallo verso destra (lato B). La parte bassa della vasca e l’alto piede a tromba sono decorati da bande parallele alternate a fasce campite con motivi geometrici (zig-zag e punti, catene di losange, triangoli campiti a reticolo, meandri a gradini) e zoomorfi (metope con cavalli rivolti verso destra). Il lebete è stato attribuito al Pittore Argivo, ceramografo operante in un’officina vulcente attiva intorno all’ultimo quarto dell’VIII sec. a.C. Il suo nome deriva dai motivi decorativi, ampiamente utilizzati nelle sue opere, tipici della produzione geometrica di Argo e di altri centri della Grecia insulare (Eubea e Cicladi). Nonostante gli evidenti legami con esperienze artigianali allogene non mancano richiami alla tradizione locale riscontrabili nella forma peculiare del vaso e nell’utilizzo del motivo decorativo del meandro a gradini utilizzato sul piede.

M.B.

Il lebete del Pittore Argivo fu rinvenuto in una tomba (tomba 19) della necropoli di Cavalupo il 14 giugno del 1963. Nel medesimo contesto, databile nell’orientalizzante antico, furono rinvenute quattro olle in impasto, due decorate con cordoni rilevati e due a corpo liscio, un vaso situliforme in impasto, ispirato a modelli metallici, e una patera in argilla depurata con decorazione a fasce.

A.M. Moretti Sgubini, Contributi all’archeologia vulcente, in Archeologia della Tuscia, II, Roma 1986, pp. 73-76, tavv. 34, 36.4, 37.

F. Canciani, in M. Martelli (a cura di), La ceramica degli Etruschi: la pittura vascolare, Novara 1987, pp. 248-249, n. 13

A.M Moretti Sbubini, in Principi Etruschi tra Mediterraneo ed Europa, Catalogo della Mostra (Bologna 2000-2001), Venezia 2000, p. 211, n. 235

M. Torelli, A.M. Moretti Sgubini (a cura di), Etruschi: le antiche metropoli del Lazio, Catalogo della Mostra (Roma 2008-2009), Milano 2008, p. 237, n. 120.

A.M. Moretti Sgubini, Vulci in età orientalizzante: una sintesi, in Principi immortali. Fasti dell’aristocrazia etrusca a Vulci, Catalogo della Mostra Roma 2014, M.L. Arancio (a cura di), Roma 2014, p. 11, fig. 2. 

M.R. Luberto, Il motivo dei cavalli alla mangiatoia e l’iconografia del tripode tra Grecia e Italia: alcune considerazioni sulle attestazioni in Magna Grecia, in Annuario della Scuola Archeologica di Atene e delle Missioni italiane in oriente, 95, 2017, pp. 194-195, fig. 25.

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