"Oinochoe"
Oinochoe in bucchero grigio (tipo 3d Rasmussen/ Gsell 63; forma 5669b1 Gran-Aymerich), con imboccatura trilobata, collo modanato ed ansa a sezione circolare desinente a rotelle. Il corpo ovoide è caratterizzato da un fregio realizzato a stampo sulla spalla: vi sono rappresentati tre leoni incedenti verso sinistra, con fauci spalancate e coda ripiegata sulla schiena, separati da grandi gocce allungate. Al di sotto della raffigurazione sono presenti due scanalature, mentre il piede è ad anello; sulla superficie lucida si osservano tracce di incrostazioni calcaree. L’oinochoe appartiene alle produzioni in bucchero pesante vulcente, un gruppo ampio ed omogeneo i cui esemplari differiscono per piccoli dettagli decorativi; tali elementi permettono di ascrivere il vaso qui analizzato alla metà del VI secolo a.C.
V.B.
Il vaso, originariamente parte della collezione Campanari, è stato acquistato dal British Museum nel 1839 (lotto n. 91).
W. Nicol, A Catalogue of the Greek and Etruscan vases in the British Museum, London 1851, p. 11 n. 171.
H.B. Walters, Catalogue of the Greek and Etruscan Vases in the British Museum, London 1912, p. 252 n. H.219, tav. XX, H219.
F.N. Pryce, Corpus Vasorum Antiquorum: Great Britain 10, British Museum 7, London 1932, pp. 15-16, tavola 19,14.
P. Perkins, Etruscan Bucchero in the British Museum, London 2007, pp. 65-66 n. 257, fig. 257 a-b.
Studi sulla classe:
S. Gsell, Fouilles dans la nécropole de Vulci: exécutées et publiés aux frais de S.E. le prince Torlonia, Paris 1981, p. 643 n. 63.
T.B. Rasmussen, Bucchero Pottery from Southern Etruria, Cambridge 1979, p. 80 Type 3d.
B. Belelli Marchesini, Appunti sul bucchero Vulcente, in A. Naso (a cura di), Appunti sul bucchero. Atti delle giornate di studio, Firenze 2004, p. 93.
J. Gran-Aymerich, Les vases de bucchero. Le monde étrusque entre Orient et Occident, Roma 2017, p. 93 n. 5669b1, tav. 138.
